Luglio 29, 2022

Votare mentre Roma brucia

By Gregorio Galli
Roma brucia

Riflettendo sull’imminenza delle prossime, tristi elezioni, mi sono posto quattro criteri base per dare un voto, a chi fatto assai improbabile, certamente, metterà nel suo programma i quattro seguenti punti irrinunciabili:
1) generale: investimento senza precedenti nella scuola
2) emergenziale: priorità all’eliminazione dei gas serra (non solo CO2, anche metano e gli altri) ed elettrificazione
3) consequenziale: immediata ripartenza del nucleare in Italia. Chi non è d’accordo dovrebbe avere la decenza di documentarsi davvero e non solo sulla ridicola #Byoblu o altre simili discariche di #fakenews, dette più precisamente notizie false, in definitiva.
4) lungimirante: forte investimento nella ricerca scientifica e, in primis, nella nuova corsa allo spazio, per non diventare definitivamente terzo mondo, lasciando l’enorme torta di risorse e tecnologie che ci attende poco oltre l’atmosfera solo a cinesi e americani

Tutto questo con la prospettiva che le elezioni vengano vinte da una massa di cavernicoli che ci farà tornare socialmente e politicamente agli anni ’70 o magari ’30, purtroppo.
Vinceranno perché di fronte si troveranno il nulla assoluto, nessuna alternativa.
La soluzione sarebbe semplice: esprimere un “candidato” presidente del consiglio che sia qualcosa anche di poco più di una pesciaiola semi analfabeta alla #Meloni, un informe protoplasma senza idee alla #letta (che non ha manco l’hashtag, su FB, noto ora, tanto che me lo mette minuscolo…), un troglodita alla #Salvini o un unto avvocaticchio alla #Conte.

Tutto questo tenendo anche presente che i figli di #Putin che andranno al governo, combatteranno contro ogni singola idea sensata ma, faranno di tutto per proteggere quelli come me: imprenditore con tanti problemi con #Equitalia, pardon Le Riscossioni, #etnicamente italico per non dire #Ariano, #eterosessuale, #sposato, con prole. Sulla carta quindi tutto bene. Al netto del fatto che la #coprocrazia non è mai un vantaggio, per nessuno. Al netto anche dell’acclarato fatto che se si appoggia oggi la riduzione dei diritti di alcuni, di altri, ovviamente, domani i diritti di tutti saranno a rischio, anche degli sciocchi che oggi inneggiano al #fascismo eterno, come aveva ben previsto Umberto Eco.

Insomma, mi sa che l’unica scelta razionale sarebbe non andare a votare. A questo giro però cederò all’irrazionalità e mi toccherà andare a votare. E dopo averne tanto riso, mi toccherà votare #Calenda. In definitiva la #carfagna è una pesciaiola che invecchia meglio della nostra prossima #ducia borgatara. E non mi rompete, la battutina sessista sarà doverosa e ben accetta nella nuova italia #sovranista.

E chiudo, a proposito della sovranità degli imbecilli, lanciano un sondaggino. Mi è venuto in mente quando stavo cercando di pensare a un’immagine a corredo di questo pensierino: chi può essere il volto dell’idea di coprocrazia (lett. Predominio degli elementi più meschini e spregevoli di una società civile)?
Il meglio che mi è venuto in mente è questa bella immagine di Peter Ustinov/Nerone in Quo Vadis.

Roma brucia e la Meloni suona (suonerà) la zampogna.